martedì 14 aprile 2020

Magritte

La condizione umana di René Magritte - ADO Analisi dell'opera

ArT in PiLls: è vero quella di Magritte non è un pipa! - Cultora ...



Su cosa si basa il pensiero surrealista di Renè Magritte?

19 commenti:

  1. Il pensiero surrealista di Magritte parte da un punto di vista analitico cioé comprendere il pensiero che viene svincolato dal rapporto segno-significato per andare oltre. Viene infatti definito 'l'artista dei sogni' in quanto la sua arte cerca di 'interrogare' l'inconscio per approfondire e comprendere meglio ciò che si vede. Accosta oggetti quotidiani, creando oggetti irreali, andando fuori l'ordinario e disorientando lo spettatore che dopo un'accurata analisi potrà cogliere il vero senso della mente. La "Trahison des images" è una delle sue opere più importanti, rappresenta un oggetto comune ovvero una pipa con una scritta in basso "Ceci n' est pas une pipe", ma oggetto e scritta sono del tutto distaccati poiché le affermazioni o domande che vengono scritte e associate alle tele non sono le spiegazioni di quelle rappresentazioni. Lui infatti scrive "Ceci n'est pas une pipe" perché secondo lui l'oggetto rappresentato e l'oggetto reale non hanno nessuna corrispondenza, sulla tela non si può avere la tridimensionalità, non si può sentire il legno e non si può effettivamente usare per fumare. Lui decide quindi di usare questo inganno artistico per stimolare gli spettatori a ricercare una più profonda comprensione.
    (MARIANNA BENNARDO)
    Cosa ne pensate, invece, dell'altra opera?

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  2. Quest'opera "la condizione umana" di René Magritte, abbiamo all'interno di una stanza un cavalletto è disposto contro una finestra, la tela che sostiene raffigura un paesaggio campestre con prati verdeggiati ed alberi, oltre i vetri all'esterno, si osserva la stessa immagine che continua oltre il bordo del quadro, ai lati abbiamo invece due tende marroni. Quest'opera ci fa riflettere su come noi non vediamo mai le cose così come sono, e il pittore non le rappresenta mai così come le vede.

    Kawtar nafkhi

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  3. Stupire e provocare: due parole chiave per comprendere il pensiero surrealista di Magritte. L’artista ci invita a scoprire un mondo misterioso, quello che si trova nella nostra mente.Insinua dubbi nel reale, rappresentando soggetti realistici che però stupiscono per dettagli misteriosi che conferiscono all’opera un significato nuovo e insolito. Il suo surrealismo è come uno sguardo lucido e critico verso la realtà.
    Altrettanto significativo e sorprendente è il lavoro dell’artista nel dipinto “Golconda” dove possiamo ammirare una “pioggia” di uomini. Magritte elimina tutte le nostre certezze e conoscenze riguardo la consistenza e il peso dei corpi. Una delle tante domande che ci poniamo è: i corpi stanno cadendo dal cielo o risalendo dalla terra? Magritte disegna tanti uomini identici, e se fossimo noi? Siamo davvero tutti uguali come ci dipinge l’artista?
    Giulia Galdo

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  5. Attraverso la pittura surrealista, Magritte vuole spaesare e, allo stesso tempo, stupire lo spettatore. Egli studia la ricerca del non senso dello cose, giocando sugli spostamenti di senso e decontestuallizzando gli oggetti, . Proprio per qeusto motivo, le sue opere sono di libera interpretazione. Infatti, non vi è nessuna connessione tra il titolo di un'opera ed il suo significato. Magritte insinua dubbi sulla realtà, rappresentandola al tempo stesso, per alludere al mistero(come nel dipinto in cui è raffigurata una pipa, nel quale vi è scritto che l'oggetto non rispecchia quanto rappresentato).
    L'artista, arriva ad attuare tutto ciò partendo da un'opera di De Chirico, nella quale egli dispose in maniera insolita degli oggetti, proprio per spaesare chi osserva. Ma sarà semplice per tutti riuscire ad interpretare quanto rappresentato?
    CHIARA MIRABELLI

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  6. Attraverso la pittura surrealista, Magritte vuole spaesare e, allo stesso tempo, stupire lo spettatore. Egli studia la ricerca del non senso dello cose, giocando sugli spostamenti di senso e decontestuallizzando gli oggetti, . Proprio per qeusto motivo, le sue opere sono di libera interpretazione. Infatti, non vi è nessuna connessione tra il titolo di un'opera ed il suo significato. Magritte insinua dubbi sulla realtà, rappresentandola al tempo stesso, per alludere al mistero(come nel dipinto in cui è raffigurata una pipa, nel quale vi è scritto che l'oggetto non rispecchia quanto rappresentato).
    L'artista, arriva ad attuare tutto ciò partendo da un'opera di De Chirico, nella quale egli dispose in maniera insolita degli oggetti, proprio per spaesare chi osserva. Ma sarà semplice per tutti riuscire ad interpretare quanto rappresentato?
    CHIARA MIRABELLI

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  7. Il pensiero surrealista di René Magritte si basa sull'accostamento di oggetti in luoghi insoliti: perciò ne deriva una sensazione di spaesamento. Si basa perciò sulla decontestualizzazione, egli gioca sugli spostamenti di senso. Il suo surrealismo è uno sguardo lucido alla realtà.
    Possiamo utilizzare come esempio l'opera posta qui: "L'uso della parola". In quest'opera l'oggetto non è veramente una pipa, perchè essa è decontestualizzata e la frase sottostante crea spaesamento nello spettatore, essa divide il disegno dalla parola.

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  8. NOEMI BARCELLO
    Il pensiero surrealista di René Magritte si basa sull'accostamento di oggetti in luoghi insoliti: perciò ne deriva una sensazione di spaesamento. Si basa perciò sulla decontestualizzazione, egli gioca sugli spostamenti di senso. Il suo surrealismo è uno sguardo lucido alla realtà.
    Possiamo utilizzare come esempio l'opera posta qui: "L'uso della parola". In quest'opera l'oggetto non è veramente una pipa, perchè essa è decontestualizzata e la frase sottostante crea spaesamento nello spettatore, essa divide il disegno dalla parola.

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  9. Le opere di Magritte si configurano come una profonda riflessione sulle problematiche inerenti al vedere e alla nostra percezione del mondo. Le riproduzioni, i cui accostamenti sono apparentemente illogici, inducono a porsi domande sulla percezione che abbiamo di quello che ci circonda.Un oggetto non è mai tanto legato al suo nome che non se ne possa trovare un altro che gli si adatti meglio.e. Somiglia essendo ciò che vede, sente o conosce. La conoscenza dell’oggetto si presenta come un processo, in quanto nuovi elementi continuano a presentarsi al pensiero nel corso del tempo. L’oggetto dunque non può mai essere conosciuto nella sua totalità. Il tentativo di definirlo presenterà sempre delle imperfezioni, vista la difficoltà di abbracciare la totalità e l’impossibilità di conoscere tutte le relazioni che si presenteranno. Allo stesso modo dunque non posso affermare che due oggetti siano uguali tra loro, in quanto non conoscendoli in ogni loro parte, non ho la certezza che ve ne possa essere o meno una di non uguale, e anche se possedessi tale certezza, la divergenza di tempo tra l'affermare prima uno e poi l’altro sarà elemento sufficiente a non renderli identici. In questo modo le opere di Magritte si configurano come una profonda riflessione sulle problematiche inerenti al vedere e alla nostra percezione del mondo. Le riproduzioni, i cui accostamenti sono apparentemente illogici, inducono a porsi domande sulla percezione che abbiamo di quello che ci circonda.L'accorgimento che ci deve risultare è che l'appellativo attribuito ad ogni oggetto è un semplice tentativo di facilitazione della comunicazione nel mondo empirico. Cosa accomuna un uomo come René Magritte al noto filosofo ateniese Socrate? Cosa condividono questi due uomini? Il rifiuto del dare per scontato.  Lo scopo di un surrealista e maestro del mistero come Magritte è proprio questo: interrompere la tranquillità, scombussolare, far insorgere dubbi e sgretolare i pregiudizi e far riflettere su questioni che vengono trapassate nel parlare e vivere comune. Lo scopo che l’artista belga persegue è proprio quello di disilludere l’occhio dello spettatore, liberandolo dalla pigrizia di ogni percezione automatica.I suoi dipinti non forniscono risposte. Si limitano ad immergerci in un’atmosfera di attesa e ci incitano al tentativo di trovare una risposta. Ma forse il vero senso e la bellezza della vita sono racchiusi all’interno del tentativo di una risposta a questo interrogativo
    -Claudia Scarpelli

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  10. Il pensiero surrealista di René Magritte si basa sul mettere in discussione la realtà, quindi più che rappresentare le immagini derivate dall'inconscio, come fa per esempio Dalì, lui fa convivere nello stesso ambiente delle realtà che in natura non si troverebbero mai insieme, dei soggetti assolutamente realistici. Quindi assistiamo alla decontestualizzazione degli oggetti, giocando sugli spostamenti di senso. Magritte fa una continua riflessione sulla differenza tra la rappresentazione del visibile e la sfera dell'oggettualità, espressa al massimo nella frase "Questa non è una pipa".

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  11. Magritte riesce attraverso la pittura ad esprimere idee e opinioni.
    L’artista si accosta alla realtà unicamente per esprimerne la sua inafferrabilità e lo scopo della sua opera è da leggersi in un’ossessiva allusione al mistero di ogni cosa che ci circonda, un enigma senza alcuna soluzione che investe ognuno di noi, impossibilitati anche a conoscere veramente la nostra stessa essenza. Magritte vuole evidenziare in modo apparentemente semplice, i limiti e l’indeterminatezza del nostro linguaggio, del tutto distante dalla realtà che si vorrebbe cercar di descrivere. La sua arte rappresenta lo smarrimento e l’angoscia dell’uomo moderno dinnanzi al mistero della vita esprimendo, in modo apparentemente chiaro e diretto, gli aspetti misteriosi e paradossali della nostra esistenza. Gli oggetti dipinti da Magritte, a tutti noi così familiari, sembrano lanciare un grido sconvolgente che rimanda all’enigma impalpabile della vita da leggersi forse solamente nell’animo di chi guarda in profondità.

    Ylenia Pellegrino

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  12. Il pensiero surrealista di René Magritte si concentra sulla differenza tra l'esperienza sensoriale reale e ciò che le immagini riproducono di essa: questo approccio mette in crisi tutto il sistema del linguaggio su cui si basa la società moderna. Una delle opere che meglio illustra questo tema è il tradimento delle immagini, dove appunto Magritte raffigura,su uno sfondo uniforme,una pipa con la scritta esplicativa "Ceci n'est pas une pipe"(Questa non è una pipa).La frattura tra immagine e linguaggio crea un senso di spaesamento nell'osservatore, che viene invitato a riflettere sulla differenza tra l'oggetto reale,che è possibile fumare,e l'oggetto dipinto,che ne è solo la rappresentazione.Dunque l'immagine rappresentata da Magritte induce a credere una cosa,mentre invece le parole negano il concetto. La massima espressione di questa idea è possibile ritrovarla in una serie di dipinti dal titolo la condizione umana: in cui viene rappresentato una quadro appoggiato ad un cavalletto davanti ad una finestra, dal quale di può vedere un meraviglioso paesaggio. Magritte pone un problema all’osservatore, ovvero quello di interrogarsi e riflettere sul fatto che non esiste alcun paesaggio e se grattiamo via il colore dalla tela, sia essa quella rappresentante il paesaggio o il quadro in sé, oltre non vi è assolutamente nulla.Questo risulta quindi un’ambiguità nell'osservare la natura e la sua rappresentazione, perché la precisione fotografica induce in errore l’osservatore,nonché lo diverte e gli suscita interesse.

    Alessandra Gabriele

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  13. Il pensiero surrealista di René Magritte è il seguente: la realtà non può essere afferrata o compresa pienamente e tantomeno può essere spiegato il senso dell'esistenza. I suoi dipinti non forniscono risposte. Si limitano ad immergerci in un'atmosfera di attesa e ci incitano al tentativo di trovare una risposta.
    Lo scopo di un surrealista come Magritte è proprio questo: interrompere la tranquillità, scombussolare, far insorgere dubbi e sgretolare i pregiudizi e far riflettere su questioni che vengono trapassate nel parlare e vivere comune.

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  14. Il rapporto tra linguaggio ed immagine, ovvero tra rappresentazioni logiche ed analogiche, è un tema sul quale Magritte gioca con grande intelligenza ed ironia. In questo caso, guardando l’immagine di una pipa e leggendo la scritta sottostante che dice: "questa non è una pipa", la prima reazione è di chiedersi: "ma allora, cosa è?". Ma se si riflette che si sta guardando solo un’immagine, non l’oggetto reale che noi chiamiamo "pipa". Magritte, anche in questo caso, tende a giocare con la confusione tra realtà e rappresentazione, per proporci un nuova riflessione sul confine, non sempre coscientemente chiaro, tra i due termini. Mentre negli "Amanti" c’è un senso di impossibilità. Un raggiungimento che non accade, un’attesa continuamente delusa. Al centro del quadro ci sono infatti due amanti protesi l’una verso l’altro nell’atto di baciarsi, ma questo bacio è destinato a rimanere sospeso. Infatti, i due soggetti, connotati soltanto dalle loro vesti, non sono riconoscibili e un lenzuolo bianco avvolge le loro teste, impossibilitando il loro desiderio di unirsi. L’amore diventa dunque aspirazione, desiderio, tensione, ma non può esserci fusione. Lo struggimento che si vive guardando l’opera nasce dal conflitto, il conflitto tra ciò che è visibile e ciò che è nascosto, fra il desiderio viscerale di unione e l’impossibilità che accada.

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  15. L’arte surrealista di Magritte ha la capacità di insinuare dubbi sul reale attraverso la rappresentazione del reale stesso, non per interpretarlo, né per ritrarlo, ma per mostrarne il suo essere indefinibile. Il principio del suo lavoro è alludere al tutto come mistero e non definirlo. Egli gioca con gli spostamenti di senso, accostamenti insoliti e decontestualizzando gli oggetti. Egli guarda con sguardo molto lucido la realtà che lo circonda, allontanandosi dal surrealismo di Dalì che è invece basato sull’esasperazione onirica. Molto spesso l’artista fonde due strategie stupire e creare problemi come nell’opera “la condizione umana”.
    Laura Labate

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  16. Renè Magritte è famoso per la sua capacità di insinuare dubbi sul reale attraverso la rappresentazione del reale stesso. Infatti pone l'attenzione su elementi quotidiani che vengono dati per scontati e di come delle semplici contraddizioni possano creare confusione e sbalordimento.
    Quindi il suo reale scopo è quello di distruggere i muri convenzionali e le percezioni automatiche che ci creiamo ogni giorno poiché « La realtà non è mai come la si vede: la verità è soprattutto immaginazione. »




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  17. Bravissimi!!! La sua pittura è un doppio inganno. Magritte non dipinge quello che si vede, ma traduce in immagine la parola con lo stesso spirito dei rebus. Non conta quello che si vede, ma quello che si pensa. In questo, Magritte è l’anti-pittore per eccellenza. Magritte dice: “I miei quadri sono pensieri visibili”. La pittura, dunque, non riproduce ma dice.

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