I tagli di Lucio Fontana rappresentano un'apertura che apre la luce al buio e il buio alla luce e c'è da dire che non sono semplicemente dei tagli fatti a caso,ognuno è un singolo gesto veloce, istintivo eppure meditato e ricco di significati. La sua sicurezza nell’incidere la tela è imparagonabile.Con lui la tela inizia a diventare una vera e propria scultura. I tagli di Lucio Fontana hanno cambiato la storia dell' arte. Ora non è più la bidimensionalità del colore a fare da padrona, ma è l’intervento fisico del taglio che va a “colpire” la tela stessa e fa si che essa, grazie alla rottura della sua superficie e degli elementi applicatovi sopra, interagisca direttamente con lo spazio circostante. La tela non è più un semplice supporto sul quale applicare del colore: inizia a essere trattata come materia e in quanto tale deve essere modellata. È sorprendente come una tela possa essere, diventare e cosa possa rappresentare guardata da occhi diversi. Marianna Bennardo
Quello di Lucio Fontana non era semplicemente un taglio fatto a caso, bensì si tratta di un singolo gesto veloce, meditato, e ricco di significati. Il taglio di Fontana è una ferita, uno squarcio. Ora la tela è diventata una scultura in tutti i sensi, non è più solo il colore a fare da padrone, ma è l’intervento fisico del taglio che va a segnare la tela e fa sì che possa cos' interagire con il mondo intorno. La tela quindi non è più vista come semplice tela su cui applicare il colore ma inizia ad essere trattata e usata come un materiale vero e proprio.
Lucio Fontana, attraverso il movimento dello Spazialismo, restituisce un nuovo concetto di spazio. Egli, utilizza nuovi materiali all'interno dei quali incide dei tagli. Questi tagli non sono casuali nè tanto meno istintivi, ma anzi, come possiamo vedere sono ben precisi e studiati. Attraverso ciò, si ha una nuova dimensione, quella della tridimensionalità, che trasmette allo spettatore una sensazione di infinito, di profondità, le quali ci lasciano immaginare cosa c'è oltre. Questa nuova visione, potrebbe far riflettere sulla profondità delle cose e potrebbe anche invogliarci a scoprire cosa c'è oltre, non limitandoci soltanto all'apparenza, ma permettendoci di allargare la mente e magari anche accomunare a questa nuova visione un qualcosa che rifletta la nostra interiorità.
Il taglio di Fontana è il gesto che apre la luce al buio e il buio alla luce: ed in effetti dai suoi tagli sembra di vedere irradiarsi un buio luminoso che pervade l’atmosfera,I tagli sono poi “la parodia della bravura, sembra che quel singolo gesto, veloce, istintivo eppure prezioso, ricco di significati, celebrato in un secondo. Questi tagli non sono casuali, come possiamo vedere sono ben precisi.I tagli di Lucio Fontana hanno cambiato la storia dell'arte.
Lucio Fontana è un artista che ha cambiato la storia dell’arte perché l’opera non è più oggetto su cui dipingere, ma diventa soggetto. Supera la bidimensionalità e la profondità perde la sua funzione figurativa. Inoltre introduce lo spazio mentale per scoprire cosa c’è dietro ogni taglio. Una sua citazione è proprio:”Cercavo con il colore di rompere la materia perché a me dava fastidio la schiavitù della materia”. L’artista crea il valore dell’infinito tagliando la tela e lo sguardo dell’osservatore dunque si proietta sia dentro che oltre la tela. Questi tagli sono netti e precisi e alludono alle aspettative quando sono tanti, mentre ad una sola aspettativa quando è solo uno. Giulia Galdo
Lui tratta la tela allo stesso modo in cui, da scultore, adopera la terracotta, il ferro, la ceramica. Materia, la tela è materia. E in quanto materia deve essere lavorata, plasmata, modificata. La tela adesso è lacerata da più squarci verticali, che invece di indicare distruzione stanno piuttosto per delle possibili aperture verso l’altrove, verso una terza dimensione, oltre i limiti imposti dalla piattezza del quadro. Avendo perduto qualsiasi funzione figurativa, il dipinto diviene una superficie monocroma contenente una breccia, un passaggio verso un universo parallelo, uno spazio mentale alternativo. Attesa (o Attese in caso di più tagli), è cosi che Fontana chiama queste tele lacerate. Delle vie di fuga dove si posa l’occhio dell’osservatore.
Fontana ha cambiato la storia dell'arte attuando una vera e propria rivoluzione artistica, per una serie di motivi:
Per la prima volta la tela diventa una scultura da tagliare, non è più percepita come un semplice oggetto su cui dipingere ma diventa soggetto insieme allo spazio che la circonda. L'arte diventa dunque qualcosa che risiede in 'un gesto', nel caso di Fontana quello di tagliare la tela, sancendo così una rottura definitiva con il modo tradizionale di fare arte. Lo SPAZIO NUOVO è sicuramente un altro concetto rivoluzionario, perché da sempre gli artisti si erano posti l'obiettivo di superare la bidimensionalità, che adesso Fontana abbatte bucando la tela per azzerare la finzione della prospettiva, acquisendo così una nuova spazialità, uno spazio alternativo, perché quello che Fontana fa è proprio creare lo spazio, una dimensione infinita, tagliando la tela ristabilisce un contatto tra quello che sta davanti e quello che sta dietro, vuole risvegliare la coscienza dell'osservatore, e lo mette nelle condizioni di 'creare da se' attraverso la fantasia e le proprie emozioni. La qualità estetica dell'opera passa in secondo piano, quello che conta adesso è la forza espressiva dell'opera che porta l'osservatore a porsi delle domande. Oltre quei tagli (realizzati con la precisione di un bisturi) ognuno vede la propria interiorità, il proprio universo e forse come lo stesso Fontana disse: L'infinito. Arcuri Chiara
I tagli di Fontana sono un modo nuovo di vedere l'arte. La rivoluzione non è tanto l'opera ma l'idea che c'è dietro. L’arte con Fontana diventa tridimensionale: quindi l'aggiunta della terza dimensione, la profondità, allo spazio bidimensionale della tela. In fontana la tela diventa il materiale stesso dell'opera. Quindi possiamo dire che questi tagli ci invitano a guardare oltre... A squarciare con un taglio netto la monotonia di una tela bianca.
-Claudia Scarpelli Fontana è stato uno dei profeti, non solo del neobarocco che ha avuto il sopravvento negli anni Ottanta e Novanta del XX secolo, ma anche di un'arte che definisce il mondo in cui viviamo uscendo dalla superficie pittorica, infrangendola, bucandola, tagliandola con il medesimo desiderio che la pittura simbolista aveva d'oltrepassare la forma pittorica, di ritrovare un al di là della tela e dell'opera in generale un altro spazio, quello del Simbolo.Oggi le sue tele decorano le case degli eredi dei suoi collezionisti milanesi, quella borghesia che l'ha ben presto amato per via di quel suo abito mentale e fisico, per la sua capacità di conservarsi borghese mentre compiva quella piccola e grande rivoluzione della superficie dell'arte.
Con Fontana le tele ora prendono VITA, assumono un ruolo diverso da quello impostogli dalle arti figurative. L'uomo ha voglia di andare OLTRE, rompere gli schemi e superare il limite dell'inconscio. Tutto quello che si nasconde dietro la tela è tutto ciò che Fontana vuole riportare alla luce eliminando ogni tipo di prospettiva fittizia o artefatta. Tutto ora dipende da un gesto, apparentemente semplice e banale, che nasconde ore di studi e meditazione. La novità è proprio questa sua particolare visione della pittura, che riesce a portare in vita e far diventare una vera e propria scultura da "rimodellare". I "Tagli" di Lucio Fontana sono sicuramente stati protagonisti di diverse discussioni sulla loro possibile riproducibilità; ma la loro vera entità è proprio la loro ESSENZIALITA', che riesce a creare una metafora concreta dell'IO.
I tagli di Lucio Fontana rappresentano un'apertura che apre la luce al buio e il buio alla luce e c'è da dire che non sono semplicemente dei tagli fatti a caso,ognuno è un singolo gesto veloce, istintivo eppure meditato e ricco di significati. La sua sicurezza nell’incidere la tela è imparagonabile.Con lui la tela inizia a diventare una vera e propria scultura. I tagli di Lucio Fontana hanno cambiato la storia dell' arte. Ora non è più la bidimensionalità del colore a fare da padrona, ma è l’intervento fisico del taglio che va a “colpire” la tela stessa e fa si che essa, grazie alla rottura della sua superficie e degli elementi applicatovi sopra, interagisca direttamente con lo spazio circostante.
RispondiEliminaLa tela non è più un semplice supporto sul quale applicare del colore: inizia a essere trattata come materia e in quanto tale deve essere modellata. È sorprendente come una tela possa essere, diventare e cosa possa rappresentare guardata da occhi diversi.
Marianna Bennardo
Quello di Lucio Fontana non era semplicemente un taglio fatto a caso, bensì si tratta di un singolo gesto veloce, meditato, e ricco di significati. Il taglio di Fontana è una ferita, uno squarcio. Ora la tela è diventata una scultura in tutti i sensi, non è più solo il colore a fare da padrone, ma è l’intervento fisico del taglio che va a segnare la tela e fa sì che possa cos' interagire con il mondo intorno. La tela quindi non è più vista come semplice tela su cui applicare il colore ma inizia ad essere trattata e usata come un materiale vero e proprio.
RispondiEliminaLucio Fontana, attraverso il movimento dello Spazialismo, restituisce un nuovo concetto di spazio. Egli, utilizza nuovi materiali all'interno dei quali incide dei tagli. Questi tagli non sono casuali nè tanto meno istintivi, ma anzi, come possiamo vedere sono ben precisi e studiati. Attraverso ciò, si ha una nuova dimensione, quella della tridimensionalità, che trasmette allo spettatore una sensazione di infinito, di profondità, le quali ci lasciano immaginare cosa c'è oltre. Questa nuova visione, potrebbe far riflettere sulla profondità delle cose e potrebbe anche invogliarci a scoprire cosa c'è oltre, non limitandoci soltanto all'apparenza, ma permettendoci di allargare la mente e magari anche accomunare a questa nuova visione un qualcosa che rifletta la nostra interiorità.
RispondiEliminaIl taglio di Fontana è il gesto che apre la luce al buio e il buio alla luce: ed in effetti dai suoi tagli sembra di vedere irradiarsi un buio luminoso che pervade l’atmosfera,I tagli sono poi “la parodia della bravura, sembra che quel singolo gesto, veloce, istintivo eppure prezioso, ricco di significati, celebrato in un secondo. Questi tagli non sono casuali, come possiamo vedere sono ben precisi.I tagli di Lucio Fontana hanno cambiato la storia dell'arte.
RispondiEliminaKawtar Nafkhi
Lucio Fontana è un artista che ha cambiato la storia dell’arte perché l’opera non è più oggetto su cui dipingere, ma diventa soggetto.
RispondiEliminaSupera la bidimensionalità e la profondità perde la sua funzione figurativa. Inoltre introduce lo spazio mentale per scoprire cosa c’è dietro ogni taglio. Una sua citazione è proprio:”Cercavo con il colore di rompere la materia perché a me dava fastidio la schiavitù della materia”.
L’artista crea il valore dell’infinito tagliando la tela e lo sguardo dell’osservatore dunque si proietta sia dentro che oltre la tela. Questi tagli sono netti e precisi e alludono alle aspettative quando sono tanti, mentre ad una sola aspettativa quando è solo uno.
Giulia Galdo
RispondiEliminaLui tratta la tela allo stesso modo in cui, da scultore, adopera la terracotta, il ferro, la ceramica. Materia, la tela è materia. E in quanto materia deve essere lavorata, plasmata, modificata. La tela adesso è lacerata da più squarci verticali, che invece di indicare distruzione stanno piuttosto per delle possibili aperture verso l’altrove, verso una terza dimensione, oltre i limiti imposti dalla piattezza del quadro. Avendo perduto qualsiasi funzione figurativa, il dipinto diviene una superficie monocroma contenente una breccia, un passaggio verso un universo parallelo, uno spazio mentale alternativo. Attesa (o Attese in caso di più tagli), è cosi che Fontana chiama queste tele lacerate. Delle vie di fuga dove si posa l’occhio dell’osservatore.
Fontana ha cambiato la storia dell'arte attuando una vera e propria rivoluzione artistica, per una serie di motivi:
RispondiEliminaPer la prima volta la tela diventa una scultura da tagliare, non è più percepita come un semplice oggetto su cui dipingere ma diventa soggetto insieme allo spazio che la circonda. L'arte diventa dunque qualcosa che risiede in 'un gesto', nel caso di Fontana quello di tagliare la tela, sancendo così una rottura definitiva con il modo tradizionale di fare arte. Lo SPAZIO NUOVO è sicuramente un altro concetto rivoluzionario, perché da sempre gli artisti si erano posti l'obiettivo di superare la bidimensionalità, che adesso Fontana abbatte bucando la tela per azzerare la finzione della prospettiva, acquisendo così una nuova spazialità, uno spazio alternativo, perché quello che Fontana fa è proprio creare lo spazio, una dimensione infinita, tagliando la tela ristabilisce un contatto tra quello che sta davanti e quello che sta dietro, vuole risvegliare la coscienza dell'osservatore, e lo mette nelle condizioni di 'creare da se' attraverso la fantasia e le proprie emozioni. La qualità estetica dell'opera passa in secondo piano, quello che conta adesso è la forza espressiva dell'opera che porta l'osservatore a porsi delle domande. Oltre quei tagli (realizzati con la precisione di un bisturi) ognuno vede la propria interiorità, il proprio universo e forse come lo stesso Fontana disse: L'infinito.
Arcuri Chiara
I tagli di Fontana sono un modo nuovo di vedere l'arte. La rivoluzione non è tanto l'opera ma l'idea che c'è dietro. L’arte con Fontana diventa tridimensionale: quindi l'aggiunta della terza dimensione, la profondità, allo spazio bidimensionale della tela. In fontana la tela diventa il materiale stesso dell'opera. Quindi possiamo dire che questi tagli ci invitano a guardare oltre...
RispondiEliminaA squarciare con un taglio netto la monotonia di una tela bianca.
- Madalina Simon
-Claudia Scarpelli
RispondiEliminaFontana è stato uno dei profeti, non solo del neobarocco che ha avuto il sopravvento negli anni Ottanta e Novanta del XX secolo, ma anche di un'arte che definisce il mondo in cui viviamo uscendo dalla superficie pittorica, infrangendola, bucandola, tagliandola con il medesimo desiderio che la pittura simbolista aveva d'oltrepassare la forma pittorica, di ritrovare un al di là della tela e dell'opera in generale un altro spazio, quello del Simbolo.Oggi le sue tele decorano le case degli eredi dei suoi collezionisti milanesi, quella borghesia che l'ha ben presto amato per via di quel suo abito mentale e fisico, per la sua capacità di conservarsi borghese mentre compiva quella piccola e grande rivoluzione della superficie dell'arte.
prova
RispondiEliminaCon Fontana le tele ora prendono VITA, assumono un ruolo diverso da quello impostogli dalle arti figurative. L'uomo ha voglia di andare OLTRE, rompere gli schemi e superare il limite dell'inconscio. Tutto quello che si nasconde dietro la tela è tutto ciò che Fontana vuole riportare alla luce eliminando ogni tipo di prospettiva fittizia o artefatta. Tutto ora dipende da un gesto, apparentemente semplice e banale, che nasconde ore di studi e meditazione. La novità è proprio questa sua particolare visione della pittura, che riesce a portare in vita e far diventare una vera e propria scultura da "rimodellare".
RispondiEliminaI "Tagli" di Lucio Fontana sono sicuramente stati protagonisti di diverse discussioni sulla loro possibile riproducibilità; ma la loro vera entità è proprio la loro ESSENZIALITA', che riesce a creare una metafora concreta dell'IO.