lunedì 27 aprile 2020

Allberto Burri

Sacco e rosso

L'uso dei sacchi da parte di Burri è stata una grande innovazione nell'arte contemporanea. I suoi materiali sono elementi di scarto carichi di vissuto che, riutilizzati, vivono una seconda opportunità: essi rappresentano la precarietà della vita e lo scorrere del tempo.

Partendo dall'opera,

Riflessioni...

 La sfida che ci attende post Covid-19: elaborare una nuova idea di umanità.

11 commenti:

  1. La serie dei sacchi di Alberto Burri nascono in seguito all’esperienza della prigionia durante la seconda guerra mondiale. I sacchi diventano la metafora dell’umanità e della precarietà della vita. Questi sacchi ci trasmettono sentimenti come dolore, sofferenza e miseria. Questi sacchi sono brandelli di materia usata e consumata che conservano la loro umile storia, proprio come oggi con il covid-19. Un periodo che ci porta a rivalutare le piccole cose della vita.
    Immaginare un futuro felice e spensierato è molto difficile perché ogni giorno combattiamo con questo nemico. Abituarsi a vivere in una società dove non ci si può abbracciare e baciare perché divisi da una mascherina è molto triste. Come il sacco è metafora dell’umanità nel periodo della seconda guerra mondiale, oggi, nel periodo del coronavirus, metafora dell’umanità può essere la mascherina. A favore di questa mia opinione vorrei porre l’attenzione sull’opera “Gioconda con la mascherina” (che possiamo considerarla un ready-made contestualizzato) di un artista contemporaneo Tvboy. Opera molto bella e significativa in questo periodo difficile. Giulia Galdo

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  2. la serie più famosa di Alberto Burri è sicuramente quella dei sacchi. Su una tela solitamente dipinta di rosso o nero, l’artista applica questi sacchi di iuta, logori, lacerati, pieni di rammenti e cuciture( collegate anche alla sua esperienza medica). Dagli oggetti usati e logorati evidenzia tutta la carica poetica come residui solidi dell’esistenza umana. Possiamo dire che i sacchi rappresentano la metafora dell’umanità. Ognuno di essi ha una sua storia.
    Nell’opera di Burri l’arte interviene sempre dopo, con materiali già usati e consumati. Essi ci parlano di un ricordo e ci sollecitano a pensare a tutto ciò che è avvenuto nella vita precedente di quei materiali prima che essi fossero definitivamente fissati nell immobile. Immobile come la situazione in cui riversa ora il nostro mondo durante questa crisi da covid19.
    Le conseguenze della pandemia peseranno a lungo e il mondo in cui ci ritroveremo proiettati avrà poco a che fare con quello a cui eravamo stati abituati. Storicamente portati a definire il tempo in un avanti e dopo Cristo, probabilmente ripartiremo ora da una sorta di anno zero, con il Covid-19 a fare da spartiacque delle nostre esistenze.

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  3. In seguito alla crisi sociale e morale post-bellica, nasce un nuovo concetto di arte, quello Informale. Consiste nell'esprimere i sentimenti e le emozioni senza schemi, attraverso pura libertà, in contrasto con qualsiasi forma, sia astratta che figurativa. Un ruolo molto importante è quello della materia, attraverso la quale l'artista esprime la propria creatività. Possiamo vedere tutto ciò nell'opera di Burri, Sacco e Rosso. Il pittore accosta materiali poveri, sacchi rattoppati, bruciati, proprio per evidenziare la loro storia. Tramite le varie ricuciture si fà riferimento alle ferite degli uomini, causate dalla guerra. Attraverso quest'arte povera, si vuole trasmettere che anche con poco si può capire il significato profondo di ogni cosa. Infatti, non a caso, i sacchi fungono da metafora con le conseguenze che la guerra ha apportato nella vita dell'uomo.
    Questa generale situazione di crisi morale e sociale del post-guerra, può essere paragonata a quella che ad oggi si vive nella nostra società a causa della pandemia. Proprio come Burri, anche oggi vi sono alcuni artisti che producono brani, basandosi sulla triste realtà in cui ci troviamo, incentivando sia alla riflessione, ma anche a trovare un metodo per poter migliorare il tutto una volta usciti da questa situazione, per ripartire al meglio.

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  4. I celebri Sacchi di Burri sono opere composite, nelle quali la materia pittorica dialoga con le vecchie tele di juta, rattoppate o bucate e cucite insieme nei modi più disparati. Le composizioni presentano ritmi ogni volta differenti, determinati dal diverso tipo di colore dei tessuti, dalle irregolarità della loro trama, dal disegno secondo il quale sono combinati tra loro. il ciclo dei Sacchi è l'esito di una ricerca quasi ossessiva sulle potenzialità della materia e sulla possibilità dell'arte di nobilitare materiali umili, conferendo loro anche una valenza metaforica.
    Le lacerazioni e le sdruciture dei tessuti evocano in quest'ottica riflessioni di matrice esistenziale di grande attualità nel mondo uscito dal secondo conflitto mondiale. I Sacchi rivelano l'interesse di Burri per i valori espressivi della materia, con ferite, solchi e strappi che richiamano i concetti di sofferenza, di memoria e del trascorrere del tempo.
    In questo momento così delicato, in piena pandemia mondiale possiamo quasi sostituire i sacchi alle mascherine che usiamo ora noi, segno indimenticaile della sofferenza di questi tempi.
    Ylenia Pellegrino

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  5. Claudia Scarpelli
    Burri, che realizza le sue opere più importanti tra gli anni '50 e '60, usa materiali consumati, stracci, lamiere, legni combusti, sacchi, materiali volgari, già vecchi, che danno da subito la sensazione di una durata limitata nel tempo, destinati a mutare, degradare, morire, in una chiara metafora di quello che è il destino dell'uomo. E quando invece utilizza materiali nuovi, li trasforma, li brucia, li tormenta, li straccia, caricandoli, attraverso la sua azione, di un significato inusuale ed intenso, sollecitandoci ad interrogarci sul loro stato, su quello che erano prima dell'intevento dell'artista, su quello che è accaduto perchè si siano trasformati.
    Ciò fa si che si possa elaborare una riflessione su quello che stiamo vivendo, in una società che dalla sua nascita non ha conosciuto il significato di staticità, in costante mutazione si trova ad affrontare, nuovamente, gli effetti devastanti di una pandemia a livello globale. La mutazione dell'importanza attribuita alle relazioni umane, la sofferenza e il dolore lasciato dalla perdita, dal lutto, ma anche la resilienza, la capacità di trasformarsi in qualcosa di nuovo e diverso, con la consapevolezza che la realtà si scanserà totalmente da quella a cui noi tutti eravamo abituati. Ci vorrà del tempo ma ricominceremo a vivere, ad affrontare una concezione di umanità inaspettatamente mutata.

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  6. Sotto la descrizione di una foto vi era scritta una frase che mi ha fatto pensare "L’arte è come l’umanità, non morirà mai."
    L'arte è tutto ciò che noi vogliamo che essa sia, può avere un valore estetico, può essere fonte di denuncia, di espressione o di sfogo. E' capace di riportarci alla memoria vicende vissute, sia positive che negative; come nel caso dell'artista Burri, i "sacchi" ci fanno riaffiorare dei sentimenti celati, ma non scomparsi, di una guerra ormai passata. Quei sacchi sono la testimonianza di una vita vissuta a cui viene restituita una dignità.

    Spesso è proprio quando viviamo momenti di sofferenza che diventiamo artisti; artisti del nostro stesso dolore. Oggi la vita ci ha trovati impreparati, ci ha posto una grande sfida da affrontare, che non tutti sono in grado di superare. Ci siamo ritrovati catapultati in una realtà a noi stessi sconosciuta, dove ci sentiamo impotenti e fragili, succubi di un nemico invisibile. Questo nemico non ci ha solo portato via le abitudini, la quotidianità, ma ci ha allontanato dalle persone e si è portato via anche i nostri cari.
    Dunque una volta che tutto questo sarà finito e riusciremo a sconfiggere il nemico i nostri sacchi saranno i nostri guanti e mascherine che ci ricorderanno com'è stato, soprattutto per persone come medici e infermieri che hanno lottato non lasciandosi sopraffare da paure e avversità.

    #PERNONDIMENTICARE

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  7. Ragazze Complimenti!!!Commenti pertinenti e riflessioni profonde guidano oramai questo blog...
    I “sacchi”, hanno sempre un aspetto «povero»: sono logori e pieni di rammenti e cuciture. Fecero notevole scandalo... ma la loro forza espressiva ne fecero presto dei «classici» dell’arte

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  8. I sacchi usati da Burri sono sacchi come tanti, il cui destino non era di assumere qualità estetiche. Il loro destino era solo ed unicamente quello di servire ad uno scopo. E nel servire a questo scopo hanno acquisito un aspetto che è il risultato sincero della vita che li ha resi per un periodo utili ed anch’essi vitali. Burri  dà un senso del tutto inedito alle sue opere. Nelle opere cubiste era la realtà che si adattava alle esigenze della rappresentazione artistica. In Burri, invece, è l’arte che si adatta alla realtà. Non è l’arte che rappresenta la realtà: è la realtà che si presenta da sé facendosi arte.
    I sacchi di Burri sono reali, nel senso che egli li ha "trovati" effettivamente così, non li ha ridotti lui in quel modo. Prendere dei frammenti reali per proporli quali opera d’arte aveva ovviamente già un precedente con Duchamp e l’invenzione dei ready-made.
    Inoltre la ridefinizione di un rapporto nuovo tra arte e vita è alla base di tutte le nuove tendenze artistiche che si sono sviluppate in questi ultimi decenni.
    Esse sono il residuo materiale di azioni umane vissute e ora spente. Storie che sembrano narrare sforzi, lavori umili, miserie, dolori. Proprio come Burri ha utilizzato dei sacchi per esprimere il dolore della sua prigionia durante la seconda guerra mondiale, noi oggi per esprimere il nostro di dolore, nel pieno della pandemia, potremmo sostituire i sacchi a delle mascherine.

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  9. È impressionante come dietro a degli oggetti, ai quali di solito non diamo molta importanza, si può nascondere una grande storia da raccontare . È il caso anche dei "sacchi" di Burri che rivelano, appunto, la storia che c'è stata dietro , la sofferenza, il passare del tempo, dato appunto da queste cuciture, questa materia consumata. Da un giorno all'altro ci siamo ritrovati a vivere in una realtà, alla quale non eravamo abituati, che improvvisamente ci separò dalle persone care, che suscitò in ognuno di noi paura, incertitudine, preoccupazioni, perché da un lato è in gioco la propria vita  ma dall'altro anche delle persone care. Ecco perché, in questo caso, la mascherina potrà raccontare questo accaduto, anche alle generazioni future e far ricordare il grande sacrificio fatto, da tutti noi, per poter superare questo periodo buio.

    -Madalina Simon

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  10. NOEMI BARCELLO
    L'uso dei sacchi è stata una vera innovazione, degli oggetti di uso quotidiano, della stoffa povera e sgualcita. Ma colui che si sofferma ad osservare attentamente riesce a percepire che c'è molto più...
    Il sacco diventa uno storytelling, non è un semplice sacco, ma è una testimonianza tangibile di una storia. Perciò il concetto chiave è ANDARE OLTRE L'APPARENZA, essere in grado di andare oltre ciò che vede la retina del nostro occhio. Questo periodo spero che ci porterà a fare proprio ciò, finalmente riusciremo ad andare oltre le apparenze, le convenzioni e magari ci fermeremo un attimo in più per cercare di conoscere in profondità l'un l'altro.

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  11. I famosi sacchi di Burri da lui incorniciati sono: bruciacchiati, ricuciti, rattoppati, vissuti, consumati, sono brandelli di materia, dei normalissimi sacchi che però non sono più solo sacchi, ma prendono le fattezze di un’umanità lacerata, mutilata e indebolita dalla guerra. I sacchi raccontano le storie delle persone che li hanno posseduti, le loro miserie, dolori e gioie, con l’intendo di voler restituire dignità a questi brandelli di materia e di conseguenza alle persone che li hanno utilizzati. Nella sua arte (tanto criticata) Burri ci mostra come sia l’arte ad adattarsi alla realtà, non è più l’arte che rappresenta la realtà ma è la realtà che si presenta da sé facendosi arte. Sicuramente un’altra lezione che Burri ci impartisce è che l’arte può essere un appiglio in momenti difficili e di sconforto, lui medico chirurgo inizia a dipingere in un periodo di prigionia in Texas durante la seconda guerra mondiale e proprio questa situazione lo mette nelle condizioni di voler fare arte. Attualmente stiamo vivendo una situazione altrettanto difficile ovvero la pandemia mondiale a causa del Covid-19, e in questo momento di riflessione e quarantena, credo che tutti possano trovare la propria vena artistica e dunque i propri ‘sacchi’ ovvero qualcosa di utilizzo comune che ‘si presenti da sé facendosi arte ’, come una mascherina, un flacone di disinfettante... qualunque cosa che rappresenti l’umanità e la sua lotta, e riuscire a trovare l’arte intorno a noi, anche nei momenti più difficili.

    Arcuri Chiara

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